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giovedì 31 maggio 2018

Northern Monk / Other Half / Equilibrium Patrons Project 13.01 Infinity Vortex

Una parte della craft beer vive di facili entusiasmi e di mode che consumano una novità dietro l’altra a ritmo sempre più veloce. La domanda alla quale i birrifici di tendenza sono chiamati a rispondere non è “che cosa c’è di buono?” ma  “che cosa c’è di nuovo?”. Leggere varianti della stessa ricetta, limited edition e collaborazioni con altri birrifici sono lo strumento ideale per soddisfare le richieste del mercato e, contemporaneamente, guidarne le tendenze: nuove belle etichette, meglio se appiccicate su di una lattina, ed il prodotto è servito. 
Fortunatamente non tutta la birra è questo, ma è innegabile che questo muova una buona parte di business: i social network sono  lo strumento ideale per propagare rapidamente le nuove birre generando subito la corsa all’acquisto da parte di chi vuole seguire la moda. In Europa ancora non abbiamo raggiunto alcuni eccessi della scena craft statunitense, nella quale centinaia di persone si mettono in coda davanti ad un birrificio la notte prima della release di una nuova birra. O pagano persone (i “muli”) per farlo. Spesso acquistano birre che neppure berranno solamente per venderle a prezzi maggiorati sul mercato secondario. 
Non è dunque questo quello che è accaduto all’uscita di una delle ultime birre del birrificio inglese Northern Monk: l’entusiasmo dei beergeeks sui social network ha tuttavia contribuito a farne esaurire rapidamente le scorte in tutta Europa e anche l’Italia, nel suo piccolo, ha in parte contribuito. Del progetto Patrons Project di Northern Monk avevamo già parlato in questa occasione, così come del festival Hop City che il birrificio di Leeds organizza ogni anno. 
Ed è proprio all’ultima edizione di questo festival che si è materializzata questa collaborazione a sei mani chiamata  Infinity Vortex: tra gli invitati alla Hop City 2018 vi erano infatti i birrifici americani Other Half ed Equilibrium. Northern Monk ed Other Half avevano già collaborato nel 2017 realizzando con ciliegie e caffè l’imperial porter Leeds Lurking ma questa volta vogliono produrre qualcosa di luppolato. Nasce così la una DDH IPA (ovviamente New England style) nella quale sono protagonisti luppoli Citra (30 g/l), El Dorado e Cashmere. La splendida etichetta è realizzata dall’artista di strada polacco Tankpetrol che aveva già lavorato alla grafica della IPA Projects 2.03 City of Industry.

La birra.
Protocollo New England / Juicy rispettato: nel bicchiere ricorda un torbido succo e di frutta e la schiuma, un po’ scomposta, è rapida a dissolversi. L’aroma è fresco ed esplosivo ma come spesso accade con queste birre l’eleganza lascia un po’ a desiderare: c’è comunque quanto basta per restare piacevolmente sorpresi. Tanto ananas, un po’ di mango, forse passion fruit, pompelmo zuccherato. Al palato c’è quella sensazione chewy (masticabile) tipica delle NEIPA: morbida al palato, poche bollicine, gradevole ma ovviamente un po’ penalizzata per quel che riguarda la scorrevolezza.  La bevuta è perfettamente coerente con l’aroma, un succo di frutta all’ananas nel quale fa capolino un po’ di mango e di pompelmo; nel finale c’è un amaro resinoso di breve durata, ma dall’intensità un po’ superiore a quello solitamente riscontrato nelle NEIPA. E’ qui che viene a galla qualche problemino, con qualche nota vegetale che “raschia” un pochino in gola mescolandosi al lieve tepore etilico (7.4%). Niente di drammatico, sia chiaro, ma impossibile negarne la presenza. 
Questa Infinity Vortex  anglo-americana non suscita in me grandi entusiasmi ma è indubbiamente un’ottima bevuta se siete amanti dello stile: pulizia ed eleganza non sono encomiabili ma ho sinceramente visto molto di peggio in questo tipo di birre. Facile da bere, o meglio da sorseggiare, ma non al livello di alcune NEIPA americane che mi è capitato di bere recentemente: quelle di Old Nation e proprio quelle di Equilibrium coinvolto anche in questa ricetta.
Formato 44 cl., alc. 7.4%, lotto SYD 116/117, scad. 01/08/2018, prezzo indicativo 8.00-9.00 euro (beershop).

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia, e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

domenica 15 aprile 2018

Equilibrium Brewery: Mc² & Harvester of Simcoe


Middletown, cittadina con trentamila abitanti nella contea di Orange, stato di New York: i grattacieli di Manhattan sono ad un centinaio di chilometri a sud. E' qui che nel dicembre 2016 ha aperto le porte Equilibrium Brewery; a fondarla due ingegneri ambientali del Massachusetts Institute of Technology che, stanchi delle loro rispettive occupazioni, hanno deciso di trasformare il loro quasi ventennale hobby dell'homebrewing in una professione. Sono Ricardo Petroni e Peter Oates, il primo più concentrato sul business, il secondo responsabile della produzione: tre gli anni passati ad elaborare le ricette, raccogliere i finanziamenti necessari e cercare il luogo dove mettere in funzione un impianto da venticinque ettolitri. La città di Middletown offre un edificio del 1900 usato per il confezionamento della carne ma ormai in disuso da anni: 260.000 dollari il prezzo d'acquisto, 225.000 dei quali rimborsabili a patto di restare in attività per almeno cinque anni e l'obbligo di restaurarlo; in aggiunta, incentivi fiscali sui materiali acquistati per la ristrutturazione e sulla tassa di possesso. Un milione e mezzo di dollari l'investimento totale fatto da Petroni e Oates nel birrificio, che oggi conta una decina di dipendenti. Oltre a riqualificare una zona del centro di Middeltown, Equilibrium ha anche portato in città i beergeeks e tutto quello che ne consegue; delle quasi sessanta birre prodotte in dodici mesi d'attività la maggior parte sono IPA e Double IPA ispirate al New England. Non passa molto tempo che i sabati mattina, giornate in cui di solito vengono messe in vendita le nuove lattine e bottiglie, decine di persone si mettono in fila e, nell'attesa dell'apertura, bevono e scambiano altre birre. 
Adiacente al birrificio c'è la Equilibrium Taproom and Grill: taproom al piano terra, bar e ristorante al secondo piano per chi ha voglia di mettere qualcosa sotto i denti. Oltre alle birre della casa, le dodici spine attualmente operative ospitano anche le produzioni di altri birrifici.

Le birre. 
Il luppolo è l'ingrediente maggiormente utilizzato da Equilibrium, ma il birrificio non è tuttavia molto loquace quando si tratta di elencarli. Nessuna informazione quindi su questa Double IPA chiamata Mc², se non che si tratta della versione "potenziata" dell'American Pale Ale della casa chiamata Photon.
Il suo colore rispetta il protocollo dell'hazy ed è arancio torbido, sul quale si forma una testa di schiuma biancastra abbastanza compatta e dalla buona persistenza. A due mesi di vita l'aroma di questa Mc² non è esplosivo ma mostra ancora freschezza e, sopratutto, una buona pulizia: un lieve carattere dank accompagna i profumi di mango e ananas, melone retato, pesca gialla e albicocca, senza dimenticare arancia e pompelmo. Davvero notevole la sensazione palatale: copro pieno, consistenza morbidissima, quasi setosa/vellutata, la giusta quantità di bollicine. E notevole è anche la maniera in cui l'alcool (8%) è celato: la bevuta ripropone la stessa macedonia di frutta dell'aroma con buona intensità, anche se non ci sono i fuochi d'artificio. Ne traggono beneficio pulizia ed eleganza, davvero ad un ottimo livello in uno stile, quello delle NEIPA, nel quale spesso latitano. La chiusura è molto secca, grazie anche ad una lieve asprezza che chiama in causa agrumi e passion fruit, con un tocco d'amaro quasi impercettibile. La traversata dell'oceano può essere molto pericolosa per queste IPA che non hanno vita molto lunga: in questo caso i due mesi (fortunatamente non estivi) hanno lasciato segni abbastanza trascurabili. La birra è ancora abbastanza fresca e assolutamente godibile,  "juicy ma con criterio" o equilibrio, se preferite.

L'altra Double IPA chiamata Harvester of Simcoe non lascia invece molti dubbi su quale sia il luppolo protagonista; non ci è però dato sapere se si tratti di una single hop. Anche il suo color arancio è piuttosto torbido e l'aroma supera per intensità quello della sorella Mc²: il frutto tropicale (mango, ananas) è piuttosto dolce, maturo e nel complesso l'esuberante macedonia appare un po' sfrontata/cafona e poco fine: alla festa partecipano anche passion fruit e pesca, arancia dolce. Al palato è molto gradevole e morbida ma un po' ingombrante: non è un peccato mortale, considerata la gradazione alcolica (8.8%). La bevuta è di fatto un succo di frutta dolce nel quale brillano mango e ananas, bilanciati dall'asprezza del frutto della passione; non c'è nessuna traccia d'amaro, il finale è secco e lascia finalmente intravedere un delicato tepore etilico. Mouthfeel e "fruttatone" non consentono grandi velocità di bevuta ma è una Double IPA che si sorseggia con buona frequenza e soddisfazione; non è un manifesto di eleganza e finezza, ma svolge molto bene la sua funzione succo-di-frutta per la quale è stata progettata. 

Nel dettaglio:
Mc², formato 47,3 cl., alc. 8%, lotto 13/02/2018.
Harvester of Simcoe, formato 47,3 cl., alc. 8.8%, lotto 16/02/2018

NOTA:  la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio della bottiglia in questione e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio