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mercoledì 10 giugno 2020

Põhjala Cellar Series - Öö XO


Se siete alla ricerca di imperial stout/porter barricate e non, il birrificio estone  Põhjala è un punto di riferimento ormai imprescindibile nel panorama europeo. Ne è uno dei produttori più prolifici e avrà senz’altro qualcosa che possa soddisfare le proprie voglie: lo abbiamo ospitato sul blog in svariate occasioni.  La sua Cellar Series,  dedicata agli invecchiamenti in botte, annovera ormai una cinquantina di etichette: tante, forse troppe. Ma è un dazio che non si può evitare di pagare ad un mercato che è sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo da bere. 
Prendiamo ad esempio Öö (traduzione: la notte) che è l’imperial baltic porter (10.5%) della casa. La versione base è affiancata dalle varianti  al ribes nero  (Öö Cassis) e da quelle barricate Öö Bowmore  (cask di whisky Bowmore), Öö Rye Whiskey Reserve e Öö XO (Cognac). Attenzione a non confondere la notte (Öö) con la notte oscura (Pime Öö,) o con la notte bianca (Valge Öö): si parla sempre di notte e di oscurità, ma dalla bassa fermentazione (baltic porter) si passa alla alta (imperial stout).  Ad ogni modo è sempre utile avere qualche “notte” di Põhjala in cantina da poter stappare quando se ne ha voglia: il rapporto qualità prezzo è sicuramente soddisfacente. 
Per il turisti della birra ricordo la bella taproom che il birrificio ha inaugurato alla fine del 2018 nel quartiere Kalamaja di Tallinn; 24 spine Põhjala e qualche ospite, cucina gestita dallo Chef Michael Holman specializzata in barbecue texano, beer e merchandising shop, visite guidate giornalieri agli impianti, sauna a noleggio.

La birra.
Oggi parliamo della Öö XO, imperial baltic porter invecchiata per qualche mese in botti ex-cognac che ha debuttato nell’estate del 2016. La ricetta della Öö base (10.5%) prevede malti Pale ale, Munich, Carafa II Special, Special B, Chocolate e Crystal 300, zucchero Demerara, luppoli  Magnum e  Northern brewer.  
La Öö XO ha una gradazione alcolica leggermente superiore (11.5%) e si presenta effettivamente scura come la notte, anche se non completamente nera; compattezza e persistenza della schiuma sono notevoli. Il suo biglietto da visita è un aroma coinvolgente e caldo: il distillato accompagna un filo di fumo e di cenere, cioccolato, frutta sotto spirito, frutti di bosco, tostature. Nessun elemento prevale sull’altro ma vanno tutti a comporre un boquet dalla discreta intensità. Al palato è morbida, quasi delicata e dalla consistenza leggermente setosa.  La bevuta si mantiene coerente con l’aroma: tanta frutta sotto spirito, melassa e liquirizia, la delicata presenza del distillato, preziosi dettagli di cioccolato, vino fortificato, caffè e torrefatto. Un accenno di tabacco e un filo di fumo chiudono un percorso pulito e bilanciato. Non c’è quell’eccesso di dolce che sovente affligge le birre scure di Põhjala: tutto è al posto giusto, il passaggio in botte non sovrasta la birra ma contribuisce solo a valorizzarla, l’alcool è sempre sotto controllo. Tra le migliori della Cellar Series del birrificio estone, secondo me leggermente superiore anche alla già ottima Pime Öö PX.
Formato 33 cl., alc. 11,5%, IBU 60, lotto 405, scad. 14/03/2020, prezzo indicativo 8.00 euro (beershop)

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questo esemplare e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio

mercoledì 20 dicembre 2017

Põhjala Jõuluöö

Secondo episodio delle birre di Natale 2017; restiamo al nord e da Oslo, dov’eravamo ieri, spostiamoci virtualmente ad est a Tallinn in Estonia dove ha sede il birrificio Põhjala che abbiamo già incontrato sul blog in diverse occasioni. Quella fondata nel 2014 da Enn Parel e Peter Keek è una realtà in forte ascesa guidata in sala cottura dallo scozzese Chris Pilkington che oggi coordina un team di birrai provenienti da varie nazioni. 
Põhjala produce oggi mezzo milione di ettolitri l’anno grazie all’aggiunta di numerosi fermentatori alimentati da un impianto da 12 ettolitri che produce ormai senza sosta; per soddisfare tutte le richieste del mercato il birrificio ha già avviato un piano di espansione da 4 milioni di dollari che diventerà operativo – pare – nella seconda metà del 2018.   Il nuovo impianto verrà installato nel quartiere di Kalamaja all’interno di una fabbrica dismessa nella quale venivano un tempo prodotti dei sottomarini e nella quale troverà ovviamente posto anche una taproom. 
Põhjala ha costruito buona parte del suo successo grazie a birre “scure” (stout e porter, spesso imperializzate e anche invecchiate in botte) e anche la sua proposta natalizia, che debuttò nel 2016, prosegue in questa direzione.

La birra.
Jõuluöö, ovvero “la sera di Natale”: questo il nome scelto da Põhjala per una imperial porter necessaria a riscaldare le fredde notti di Tallin, magari dopo una giornata passata tra i vicoli del centro storico medievale che ospita anche l’immancabile mercatino natalizio. La sua etichetta richiama, con il classico minimalismo del birrificio estone, le luci di natale.  La ricetta prevede malti Munich, Cara pale, Carafa T-2 Special, Pale Chocolate, Cara 150, Chocolate  e Chocolate wheat, avena e lattosio; i luppoli utilizzati sono Magnum e First Gold. Alla birra vengono poi aggiunte fave di cacao, baccelli di vaniglia e chips di rovere francese. 
Nel bicchiere non è nera ma poco ci manca e forma una bella testa di schiuma cremosa e compatta dalla buona persistenza. L’aroma è piuttosto sottotono: non c’è quella festa golosa che gli ingredienti utilizzati suggerirebbero e l’intensità è davvero modesta. Si avvertono tuttavia vaniglia e liquirizia, legno, qualche nota speziata che richiama cardamomo e anice. Fortunatamente al palato c’è un netto miglioramento, a partire dal mouthfeel:  corpo medio, poche bollicine, una bevuta morbida anche senza eccedere in consistenze particolarmente cremose o oleose. Caramello, liquirizia, vaniglia e marshmallow danno il via ad una imperial porter dolce che vira progressivamente verso l’amaro della polvere di cacao, del caffè e del torrefatto. La pulizia non è eccelsa ma nel complesso c’è un gusto gradevole e soddisfacente, intenso anche se non troppo preciso e definito. L’alcool (8%) è secondo me fin troppo nascosto: la facilità di bevuta ne trae beneficio ma ci vorrebbe un po’ più di calore – e di emozione – per scaldare la notte della vigilia di Natale.
Birra un po’ scolastica anche nelle sue imprecisioni ma comunque buona, bilanciata e fatta con creanza, ovvero ben lontana da quelle odiate/amate birre-dessert. 
Formato: 33 cl., alc. 8%, IBU 40, lotto 531, scad. 10/12/2018, prezzo indicativo 6.00 euro (beershop).

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

giovedì 28 aprile 2016

Põhjala Must Kuld

Nuovo appuntamento con il birrificio estone Põhjala, uno dei protagonisti della piccola  “craft bier revolution” che sta lentamente cercando di svilupparsi anche nella piccola repubblica baltica; nato nel 2011 come beerfirm, dal 2014 è a tutti gli effetti un vero birrificio e da qualche mese le sue birre hanno una buona distribuzione in tutta Europa, Italia inclusa.  
Come già raccontatovi in questa occasione, lo fondano tre soci  (Enn Parel, Peeter Keek e Gren Noormets) ai quali si aggiunge in seguito  Tiit Paananen; a fare birra viene chiamato a Tallinn  il giovane (26 anni) Chris Pilkington, ex-BrewDog e conosciuto dai soci proprio nell’occasione di una visita allo stabilimento del birrificio scozzese. Oltre al birrificio, è aperto da qualche mese anche il locale  “Speakeasy”  (Kopli 4, Tallinn), a due passi dalla città vecchia e di fronte alla stazione dei treni:  nel piccolo bar e nel più ampio giardino vi aspettano sgabelli, qualche divano, quattro spine e una selezione di bottiglie. 
Dopo la IPA Virmalised e le due scure Pime Öö  (Imperial Stout) e Pesakond  (Black IPA) è oggi il turno di una robusta Porter (7.8%) chiamata Must Kuld, ovvero “oro nero” ma quello che suggerisce l’etichetta (credo si tratti di una fava di cacao) è ben altro.

La birra.
Malti Pale, Munich, Cara pale, Crystal 50, Crystal 150, Crystal 200, Carafa type 2 special e Chocolate malt; lattosio, luppoli Magnun e EK Goldings: questo prevede la ricetta di una porter che nel bicchiere si presenta quasi sensuale, di un luminoso color nero con una finissima e cremosa schiuma marrone scuro, molto compatta e molto persistente. L’aroma è piuttosto dolce e complesso, una sorta di dessert liquido composto da cioccolato al latte, miele, creme brûlé, caffè, caramello e melassa: anche la cenere fa ogni tanto capolino. L’opulenza viene sorretta da un ottimo livello di pulizia ed anche di finezza.  
Il gusto è inizialmente disturbato da una carbonazione un po’ troppo invadente, ma è sufficiente roteare un po’ il bicchiere per stemperare un po’ le bollicine e trovarsi una porter morbida e cremosa che riesce comunque a scorrere piuttosto bene. Il percorso continua sugli stessi binari al palato, un dessert in forma liquida nel quale si trovano caramello e melassa, miele e cioccolato al latte, con il dolce parzialmente contrastato dal caffè, dal pane tostato, dal cioccolato amaro e dalla lieve acidità dei malti scuri. Quasi sfacciata nella sua dolcezza, ma sempre caratterizzata da una certa raffinatezza: merito soprattutto dell’azzeccato finale, molto elegante, nel quale cioccolato, torrefatto e caffè portano quell’amaro necessario a scongiurare il rischio stuccevolezza.  Il contributo dell’alcool è molto delicato e avvertibile solamente nel retrogusto, accompagnato dal miele, dal caffè e del lieve torrefatto. 
Il birrificio usa la parola anglosassone “decadent cake” per descriverla, un aggettivo che in italiano si potrebbe in questo caso tradurre come indulgente, ricco, lussurioso:  una definizione appropriata per una Porter molto pulita e facile da bere ma che meglio si presta ad essere sorseggiata per poterne apprezzare tutte le sfumature. Mi viene quasi inevitabile fare un confronto con le birre-dessert di Omnipollo, tipo questa o questa. Levate gli steroidi, dimenticate gli ingredienti “strani” e le gradazioni alcoliche a doppia cifra: con i classici quattro ingredienti (acqua, malto, lievito e luppolo) e l’aggiunta di lattosio Põhjala riesce a costruire una porter altrettanto golosa e peccaminosa quanto l’antropomorfo (o Arcimboldesco, se preferite) frutto raffigurato in etichetta.
Se vi piacciono le birre dessert, questa fa al caso vostro.
Formato: 33 cl., alc. 7.8%, IBU 45, lotto 091, scad. 06/07/2016.

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia, e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.